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Progetto

MAPO (MAchine Processable pOrtals) è uno studio di fattibilità preliminare ad attività di ricerca industriale o sviluppo sperimentale, approvato nell’ambito del Bando studi di fattibilità 2014 per i soggetti aggregati ai Poli di Innovazione della Regione Piemonte.

Contesto di riferimento

Fino a poco tempo fa l’enorme mole di dati raccolti dalle Pubbliche Amministrazioni (PA) aveva un ruolo esclusivamente strumentale finalizzato al perseguimento dei compiti istituzionali delle stesse amministrazioni. Negli ultimi anni una buona parte di questi dati, seguendo il paradigma Open Data, è stata pubblicata e resa disponibile tramite i portali web delle PA. Secondo il portale nazionale http://www.dati.gov.it/ le PA italiane hanno sinora messo a disposizione, in modo aperto, oltre 10000 dataset (dato aggiornato a dicembre 2015).

Una buona parte di questi dati è stata pubblicata in conseguenza all’entrata in vigore del Decreto Trasparenza (d.lgs. n.33, 14 marzo 2013), che disciplina gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni (PA) e attua la legge anticorruzione (190/2012). Tra i vari obblighi prevede che ogni PA abbia una sezione strutturata (la sezione “Amministrazione Trasparente”) in sottosezioni come indicato dall’allegato A (del d.lgs. n.33), in cui vengano pubblicati i relativi dataset come prescritto.

Inoltre, in aggiunta ai dataset pubblicati per adempire agli obblighi di legge, alcune Pubbliche Amministrazioni rendono disponibili sul web altri dataset e informazioni, tra cui quelli di particolare interesse intrinseco (sia per il cittadino, che per l’amministazione che li pubblica) riguardanti gli eventi culturali e turistici, e capaci di generare positive ricadute sul territorio.

Tuttavia, l’autonomia delle singole amministrazioni e le modalità di gestione dei loro processi amministrativi hanno contribuito a creare sezioni informative con scarsa visione sistemica in cui sono presenti dataset poco interoperabili, e la consultazione di tali informazioni da parte del cittadino, o del riutilizzatore, è piuttosto difficile (se non impossibile).

Problematica affrontata dal progetto MAPO

Le problematiche accennate nella descrizione del contesto rendono i dataset difficilmente integrabili e comparabili e in ultima analisi costituiscono ostacoli all’uso degli Open Government Data, anche solo a scopo meramente informativo . Alcuni richiedono investimenti non banali per essere superati e, soprattutto per le PMI, costituiscono la principale barriera allo sfruttamento, anche economico, di questi dati. L’importanza di tali aspetti si evidenzia anche dalla presenza, nell’ambito dell’Agenda Digitale Europea, di azioni relative a tale contesto e riferibili ai pilastri del mercato unico digitale (azione 3), dell’interoperabilità e standard (e.g., azione 26) e dell’uso dell’ICT per migliorare i servizi da offrire alla società (e.g., azione 89).

Sino ad oggi, né gli sforzi di coordinamento a livello centrale, portati avanti in particolare dall'AgID, né l'emergere di buone pratiche a livello di autonomie locali hanno saputo far emergere standard di fatto capaci di aumentare l'interoperabilità e favorire l'integrazione di dati provenienti da diverse fonti. Tale frammentazione dell'offerta di dati è una delle ragioni che limitano il riutilizzo a valle, sicché è evidente che i costi fissi di sviluppo software – ad esempio relativi alla scrittura di una app per iOS o Android – potrebbero essere spalmati su molti più potenziali clienti, qualora un gran numero di enti esponessero i dati ad essi relativi in modo standardizzato.

Idea e obiettivi

Il progetto MAPO intende affrontare i problemi summenzionati facendo leva, in particolare, sul ruolo di mediatori (anche “culturali”) e distributori di innovazione dei fornitori di soluzioni tecnologiche alle pubbliche amministrazioni. In particolare si mira ad effettuare uno studio di fattibilità su come pubblicare, con un approccio pragmatico, i dati delle Pubbliche Amministrazioni in modo che siano processabili automaticamente, creando di fatto dei portali machine processable (MAchine Processable pOrtals) e che forniscano quindi informazioni facili da ottenere, consultare e integrare anche in applicazioni sviluppate da terze parti (il riferimento è, ad esempio, alle app per dispositivi mobile, ma anche a specifiche funzionalità implementate da motori di ricerca generalisti o specializzati).

Oggi, infatti, la pubblicazione dei dati utilizzando formati standard è una funzionalità che potrebbe essere implementata ad un costo relativamente basso in alcuni prodotti esistenti, ad esempio nei content management system utilizzati dalle PA, che già prevedono l'input di informazioni in campi standard.

È però indispensabile riuscire a tradurre il livello di astrazione delle specifiche tecniche rilasciate da organismi quali il W3C (es: Linee guida per l'interoperabilità semantica attraverso i linked open data, pubblicate dall’Agenzia per l’Italia Digitale), che rappresentano certamente un vademecum su come orientarsi nella scelta delle ontologie da scegliere per rappresentare i dati pubblici, ma allo stesso tempo rappresentano una barriera di ingresso disincentivante per l'amministrazione di sistema pubblico medio, ed anche per la maggior parte degli sviluppatori web.

Per fare questo il progetto MAPO si è proposto di esplorare due domini pilota, al fine di declinare concretamente le linee guida in casi d'uso più concreti:

  • eventi culturali e turistici pubblicizzati dalle singole amministrazioni;
  • dati pubblicati nella sezione “Amministrazione Trasparente” dei siti delle PA.

I dati sugli eventi, infatti, hanno un particolare appeal per il riuso e potenziali forti ricadute sul territorio. I dati relativi alla sezione “Amministrazione Trasparente” hanno, invece, una forte valenza politica e di immagine, e la standardizzazione già in parte obbligata dalle norme vigenti potrebbe permettere (se ben tecnicamente implementata) di usare i medesimi dati anche a fini di benchmarking (ovvero, ad esempio, per confrontare le performance di diverse amministrazioni).

Nello specifico, lo studio ha esplorato la fattibilità di un modello tramite le seguenti attività:

  1. l’analisi dello “stato dell’arte” dell’offerta di soluzioni già esistenti per pubblicare i dati delle PA [WP1];
  2. la sperimentazione di una pipeline di standardizzazione (secondo i formalismi linked data) e pubblicazione di dati, relativi ad esempio a eventi pubblici e trasparenza della PA, al fine di verificarne la fattibilità e individuare buone pratiche ed ostacoli [WP1];
  3. a partire dall’analisi di fattibilità svolta, l’elaborazione di soluzioni tecniche per la pubblicazione di dati machine readable nella nuova sezione della trasparenza (sezione trasparenza 3.0), nonché di dati sugli eventi di interesse turistico come linked data (sezione eventi 3.0) [WP2].